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Questa sezione del sito del LAB raccoglie una serie di articoli brevi, concepiti come spunti di riflessione e di esplorazione. A differenza dei contributi di taglio più monografico pubblicati sulla rivista AutoRicerca, questi testi offrono prospettive sintetiche, intuizioni mirate e vere e proprie “chicche” concettuali. Il loro intento non è quello di esaurire un tema, ma di ispirare, stimolare ulteriori approfondimenti, aprire domande e, in alcuni casi, invitare il lettore a sperimentare direttamente quanto proposto, tanto sul piano della riflessione quanto su quello della pratica.

Massimiliano Sassoli de Bianchi, Febbraio 2026

Esiste un segnale linguistico ricorrente in certi ambienti spirituali che dovrebbe mettere immediatamente in allerta l’allievo, o il potenziale tale. È l’uso sistematico di frasi come: “quello che vi sto dicendo è solo una semplificazione di qualcosa di molto più complesso”, “certe cose non possono essere spiegate a parole”, “non siete ancora pronti per capirle”, “serve un livello più avanzato”

Rodrigo Montenegro, Febbraio 2026

Lo Stato Vibrazionale (SV) è un fenomeno documentato nella letteratura della medicina del sonno e delle neuroscienze, ma poco formalizzato nelle esperienze fuori dal corpo (EFC). Viene sperimentato negli stati di transizione del sonno, come la paralisi del sonno, così come in alcune pratiche contemplative avanzate.

Francesca Vicky Scher, Gennaio 2026

Soul writing è il nome che ho dato a una pratica di scrittura che ha tratti introspettivi, visionari, poetici e sperimentali, una scrittura che chiunque può praticare da sola o in gruppo, una scrittura che vuole essere esplorazione dei mondi interiori e osservazione della vita alla ricerca del senso e soprattutto della prospettiva dell’anima.

Francesca Vicky Scher, Gennaio 2026

Le previsioni d’inizio anno sono una delle tradizioni astrologiche più problematiche, perché devono essere, entro certi limiti, rassicuranti per non contribuire al clima d’incertezza generalizzata. Ma siamo in un periodo estremamente critico, in cui voler rassicurare può significare spingere ad ignorare le sfide. D’altro canto, cos’è il contrario della rassicurazione? La predizione di tempi inquietanti, col risultato di fomentare paura e sconforto? No, ovviamente, soprattutto perché sono proprio la paura e lo sconforto le emozioni che ci impedirebbero di affrontare le sfide di questo periodo.

Patrizia Verdiani, Gennaio 2026

Nel tempo dei conflitti e delle separazioni, la coppia sembra spesso ridursi a una contrapposizione di bisogni e diritti. Eppure, quando la relazione viene riconosciuta come un elemento centrale e vivo, capace di orientare le scelte di entrambi, anche le crisi più profonde possono trasformarsi in occasioni di rinnovamento condiviso.

Massimiliano Sassoli de Bianchi, Gennaio 2026

Con il termine “pecora nera” si definiscono persone che non sono particolarmente rispettose delle regole stabilite. Non mi riferisco a un’irriverenza fine a sé stessa, ma a una libertà di trasgredire quando si percepisce che una regola non esprime più, o non ha mai espresso, verità. Questo tratto è essenziale per chiunque si prefigga l’obiettivo di cercare la verità, qualunque cosa essa sia.

Massimiliano Sassoli de Bianchi, Gennaio 2026

La diversità non riguarda soltanto i differenti colori della pelle, le religioni, le culture, le tradizioni o i modi di vivere e di percepirsi, ma anche — e soprattutto — l’esistenza di idee differenti. Ora, per il semplice fatto che esistono idee diverse, alcune di esse finiranno inevitabilmente per offendere alcune persone. Che cosa dovremmo fare, allora? Dovremmo forse tacere tutti, per evitare di offenderci reciprocamente?

Massimiliano Sassoli de Bianchi, Gennaio 2026

Vi racconto una storiella. Immaginate di essere una guardia armata. State camminando per la città quando vedete un individuo che corre fuori da un negozio, mentre le persone urlano: «Al ladro! Al ladro!»...

Massimiliano Sassoli de Bianchi, Gennaio 2026

In latino il termine circare apparteneva al gergo venatorio: il cane circava descrivendo cerchi via via più ampi attorno ai luoghi in cui la preda era stata avvistata. Il verbo ricercare, invece, ha valore iterativo e indica l’atto del cercare ripetuto, dunque attento, accurato, sistematico e volto alla completezza. Autoricercare, infine, è un termine riflessivo e designa la possibilità di spostare il fuoco dell’indagine dall’esterno all’interno, ossia dagli oggetti percepiti al soggetto che percepisce, nonché al meccanismo stesso della percezione.