Il campo collettivo nel 2026

29.01.2026 - Francesca Vicky Scher

Le previsioni d’inizio anno sono una delle tradizioni astrologiche più problematiche, perché devono essere, entro certi limiti, rassicuranti per non contribuire al clima d’incertezza generalizzata. Ma siamo in un periodo estremamente critico, in cui voler rassicurare può significare spingere ad ignorare le sfide. D’altro canto, cos’è il contrario della rassicurazione? La predizione di tempi inquietanti, col risultato di fomentare paura e sconforto? No, ovviamente, soprattutto perché sono proprio la paura e lo sconforto le emozioni che ci impedirebbero di affrontare le sfide di questo periodo.

Abbiamo tutti bisogno di un sistema immunitario psicofisico piuttosto sviluppato per sopportare la realtà. Se interpretiamo i transiti dell’anno in questa ottica, vedremo che ogni collocazione costituisce una sfida collettiva ma anche una risorsa individuale. In altri termini, se la situazione sul piano collettivo sarà estremamente instabile e verremo bombardati da notizie sempre più surreali, noi potremo, con l’aiuto delle energie dell’anno, affinare un paio di facoltà che sosterranno la nostra maturazione.

Il 2026 sarà un anno, in cui si intensificherà l’incertezza e la necessità di esplorare il nostro orientamento interiore, alla ricerca di prospettive che rendano giustizia alla qualità del tempo.

Ci sono modelli soggiacenti la realtà che non funzionano più e questo è ormai impossibile da ignorare. Molti lo intuiscono ma non riescono a dare un’espressione chiara alle proprie intuizioni e questo fa parte del processo. Stiamo entrando in un’epoca d’esplorazione aldilà delle strutture ideologiche alle quali siamo abituati. E per ideologie non parlo solo di politica, le visioni del mondo sono anche loro ideologie.

Il 2026 sarà una soglia: un momento di passaggio che richiede consapevolezza, onestà e maturità psicologica. Comprendere la natura del passaggio non elimina il disagio. Ma offre un orientamento interiore. E l’orientamento è ciò che consente di vivere l’esperienza in modo meno reattivo.

Cominciamo col parlare di Plutone nell’Acquario (2023-2044), che resta una delle energie più pervasive.

L’ingresso di Plutone in Acquario ha dato inizio a un lungo e lento smantellamento delle strutture di autorità che in passato erano state date per scontate. Storicamente questo transito corrisponde a periodi in cui le istituzioni perdono il loro peso morale non attraverso un crollo improvviso, ma attraverso l’erosione delle convinzioni che le sostengono. Si potrebbe argomentare che le istituzioni hanno sempre avuto un peso morale inferiore a quanto appariva. La novità è che questo sarà sempre più apparente.

Il sistema di credenze o l’identità che un tempo fornivano coerenza alla società perdono il loro spessore e ogni tentativo di costruirsi un’esistenza secondo le aspettative di tale società non porta a nessuna stabilità o pace interiore. Ciò che emerge invece è una mescolanza di disillusione e sollievo, come se le impalcature della società avessero finalmente perso la loro patina di rispettabilità.

Quando l’autorità esteriore si indebolisce, ci si trova di fronte a una scelta fondamentale: cadere nella confusione o iniziare il lento e difficile sviluppo dell’autorità interiore. La maggior parte delle persone oscilla tra questi stati da qualche tempo.

Questa fase si manifesta spesso come una crisi di identità, in particolare legata al lavoro, all’istruzione e al proprio posto nel mondo. Potrebbe esserci una crescente sfiducia nei confronti degli esperti che parlano senza profondità o integrità, e una perdita di fiducia nei modelli che pretendevano di spiegarci come dovremmo vivere.

Si potrà sempre meno delegare la scelta delle proprie convinzioni. Chiederci in cosa crediamo e cosa sappiamo non basta, dobbiamo accettare che il fondamento di credenze e sapere condivisi si erodano per ricercare un fondamento interiore più profondo, che si trova oltre il livello al quale si tende ad orientarsi.

Ciò che sostiene questo processo non sono le certezze, ma la pazienza: accettare la confusione come un fluidificarsi delle cristallizzazioni, cominciare a decidere sulla base del nostro sentire più profondo e accettare di cambiare rotta più volte finché non si sente che si sta toccando non una nuova terra ma una corrente sotterranea che appartiene solo a noi. Non ci sono mappe cui fare affidamento, siamo noi la mappa.

Alla fine di febbraio, Saturno entrerà in congiunzione con Nettuno. La congiunzione sarà quindi attiva al momento dell’inizio dell’anno astrologico, che corrisponde al punto vernale (21 marzo).

Il ciclo Saturno-Nettuno coincide con il vanificarsi di vecchi sogni e la nascita dolorosa e incerta di nuovi. C’è sempre uno spazio liminale tra le due fasi, uno spazio intrinsecamente disorientante: è una sorta di soglia, in cui non si è più ciò che si era ma non ancora ciò che si sta diventando. Questo transito rappresenta l’essenza della transizione: l’incontro tra il principio di realtà e la dissoluzione dei confini della realtà e l’apertura alla trascendenza che, se si ha una visione materialistica della realtà, non è più trascendenza ma sembra mera illusione. Nettuno è una forza che non promuove la chiarezza mentale, confronta l’io con un altro genere di limiti rispetto a Saturno, che umilia e ridimensiona l’io, Nettuno invece lo rende fragile e confuso. Senza il sostegno di intuizioni spirituali, l’io nettuniano regredisce e sfugge alla realtà.

Il punto vernale sappiamo che è l’inizio dell’Ariete, il segno in cui l’io si vuole autonomo, in cui volontà e iniziativa sono temi cruciali. L’archetipo dell’io, la questione fondamentale della scelta e della direzione verso cui si muove lo slancio vitale saranno temi centrali per ognuno di noi. È il momento di chiedersi, tra visioni interiori e principio di realtà, come ci siamo mossi finora e quali impulsi emergono, che possono ridisegnare la mappa della nostra vita. Qui non si tratta di elaborare strategie per funzionare meglio, si tratta di capire chi siamo, la visione che ci ha finora guidato e le strutture che abbiamo costruito per vivere quella visione o, per quelli che non avevano una visione, riconoscere come la realtà ha imposto un modello di vita che era molto meno rassicurante di quanto si abbia creduto.

Nettuno in Ariete dissolve la distanza tra convinzioni e vita concreta. Non è più possibile rivendicare valori senza incarnarli, e questo può spingere ad esporsi, ma in modo pacifico e pacato, quindi nessuna fuga in avanti, trascinati da Marte, ma nemmeno staticità nostalgica, perché questa non protegge ma debilita le forze. Saturno aggiunge gravità: la scelta ora comporta delle conseguenze e la responsabilità non può più essere rinviata. La responsabilità diventa inevitabile, non come principio astratto ma come realtà quotidiana.

La sfida psicologica è intensa. Molte persone scopriranno che ciò in cui credono non le sostiene più e si accorgeranno che le loro convinzioni profonde sono diverse da quello che pensavano fossero. Plutone in Acquario fa emergere le ombre delle proprie convinzioni, Nettuno risveglia l’impulso a realizzare visioni totalizzanti e Saturno imperversa con un crudele super-io che vuole mettere ordine in qualcosa che non ha ancora una forma, quindi sfugge a ogni definizione univoca.

Qui è indispensabile lavorare sul nostro rapporto con Saturno e Nettuno, perché la loro fusione potrebbe essere salvifica. Ma sul piano collettivo assisteremo a molte illusioni e molti tentativi maldestri di ordinare il caos col risultato di esacerbarlo.

Per alcuni, il dolore per le identità e le convinzioni che vanno perse deve essere onorato. Il disagio non è segno di fallimento. È un segno che stiamo rispondendo alla qualità del momento.

In aprile Urano entrerà nei Gemelli e vi resterà fino al maggio del 2033, quindi per un periodo di sette anni, che rappresenta tradizionalmente il tempo necessario, affinché un nuovo modello si stabilizzi.

Con Urano nei Gemelli, il campo collettivo si satura di informazioni, che si avvicendano a grande velocità e le contraddizioni si moltiplicano. Storicamente, questo transito è correlato a battaglie propagandistiche, consenso frammentato e divisione della realtà lungo linee ideologiche. La comunicazione accelera più velocemente del tempo di riflessione e integrazione, creando un cortocircuito cognitivo.

Lo stesso evento può generare narrazioni molto diverse. Le immagini e i video perdono il loro potere probatorio e non possono essere considerate attendibili. In altri termini, non sapremo mai con certezza quello che sta succedendo, a meno che non allunghiamo le nostre antenne a scandagliare il campo. Ma data la pluralità di stimoli disparati, potrebbe essere molto stressante anche per i sensitivi cercare di capire quali sono le correnti sotterranee della realtà.

Dobbiamo evitare il relativismo esausto o il sospetto costante, che porta al pensiero delirante. Non è il momento per teorie del complotto troppo fantasiose, ma nemmeno per reazioni di rifiuto all’evidenza che la realtà potrebbe non essere quello che sembra.

Il compito non sarà quello di cercare di informarsi presso fonti attendibili, ma di rimanere psicologicamente integrati.

Coloro che affronteranno questo periodo nel modo più efficace non saranno i più reattivi o i più informati, ma coloro i cui valori, percezioni e azioni saranno sufficientemente allineati da non frammentarsi sotto pressione.

Verso la metà dell’anno Giove entrerà nel Leone. La prima cosa che viene alla mente è l’inflazione egoica. Giove nel segno del Sole porta ad una sopravvalutazione dell’io e delle sue possibilità, quindi, sul piano collettivo, non è una buona notizia, soprattutto se consideriamo un Saturno (l’energia polare a Giove) in Ariete, quindi ostinatamente aggressivo nel tentativo di mantenere strutture obsolete o di imporre strutture aberranti. Eppure Giove in Leone non è solo ego, è anche reale creatività e il coraggio di affermare valori solari nel senso buono del termine, quindi la libertà, l’autodeterminazione, la fiducia nel bene, la generosità e la fede nei valori umanitari. Quindi potrebbe indicare anche l’emergere di movimenti veramente progressisti, che cominciano ad assumere una maggiore autorità.

Le eclissi di questo periodo invitano alla riflessione. Le eclissi sono infatti momenti, in cui avviene un ripiegamento interiore e una ridefinizione della propria vita. Ci saranno un’eclissi solare anulare (il sole non verrà interamente oscurato, perché la luna è in una fase orbitale in cui appare piccola) in Acquario il 17 febbraio e un’eclissi lunare totale in Vergine il 3 marzo.

Dunque, per ognuno di noi, cosa può significare quest’anno, in termini di contributo al campo collettivo? Per contributo intendo la minuscola influenza che ognuno di noi esercita non solo sul proprio ambiente, ma sul campo in generale, basata sul nostro modo di pensare, sentire, reagire ed esprimerci, basata in fondo sull’energia del nostro campo, che va a sommarsi a quella degli altri miliardi di membri della famiglia umana.

Cosa conta ora? Accettare l’incertezza ed esplorare il proprio allineamento interiore, abbandonare progetti pregressi, smettere di inseguire illusioni, superare il desiderio di conformismo.

Affinare il discernimento, scoprire i propri veri valori, analizzare i propri modelli reattivi, rallentare i propri tempi per contrastare l’accelerazione che destabilizza il sistema nervoso (Urano in Gemelli ha un effetto diretto sul sistema nervoso). Esplorare il concetto di autorità interiore.

Creare comunità, in cui ci sia spazio per confrontazioni oneste e sostegno emozionale.

Riflettere sul rapporto tra aspirazioni e realtà e sulle aspirazioni che non hanno smesso di ispirare la nostra vita e che esprimono valori che possono ancora influenzare positivamente la realtà.

Scegliere i valori non negoziabili, su cui non scenderemo mai a compromessi, praticare la flessibilità e la tolleranza per il resto. La rigidità porta alla fragilità, mentre il compromesso in tutti gli ambiti porta alla perdita dei valori imprescindibili.

Credo che sia questo il messaggio dell’anno alla nostra coscienza.

Se i buoni propositi per l’anno nuovo si sono già esauriti nel corso di gennaio, qui abbiamo parecchie proposte sostanziose su come passare questo 2026…